Ancora due parole sullo stupro

stuprata e flagellataSapevate che qualche mese fa la Commissione Onu sullo Status delle donne, (l’organo intergovernativo deputato a promuovere la parità tra i sessi), ha ammesso con voto segreto l’Arabia Saudita in qualità di membro? L’ho appreso oggi, leggendo il blog di Monica Lanfranco su MicroMega. E mi sono venuti i brividi.

Vorrei ricordare a tutti, soprattutto alle donne che pensano il femminismo sia una roba superata per donne coi baffi incazzate, che l’Arabia Saudita è quel paese nel quale una donna non può trovarsi in pubblico senza un tutore maschio. Un tutore, capite bene il significato della parola? Un tutore: come una minorata mentale, o come una carcerata in libera uscita. Ebbene alcuni anni fa in questo Paese con il quale abbiamo considerevoli scambi economici, una ragazza di 19 anni è uscita senza tutore (in genere un membro della famiglia), per vedere un amico: è entrata nella sua auto, è stata condotta in un luogo appartato ed è stata stuprata da sette uomini. Probabilmente nessuna donna “rispettabile” sarebbe uscita senza un tutore, per cui i sette uomini avranno considerato lecito stuprarla. D’altra parte se non rispetti la rigida legge saudita sulla decenza, “te la sei proprio andata a cercare”. Volete sapere com’è andata a finire? La ragazza, la vittima dello stupro, colei che si porterà dietro per tutta la vita traccia indelebile dell’abuso di sette uomini, è stata condannata a sei mesi di prigione e 200 colpi di frusta per aver parlato con la stampa. La vicenda legale è ancora in corso.

Il fatto che in Arabia Saudita si applichino punizioni corporali, come l’amputazione delle mani e dei piedi per i ladri, la fustigazione per i comportamenti contrari alla “decenza”, la pena di morte, le lapidazioni e le crocifissioni, dove è illegale l’attività sessuale fuori dal matrimonio eterosessuale, dove se sei gay ti va bene se vieni imprigionato e fustigato, altrimenti c’è pure il caso di una definitiva esecuzione capitale, dove un ateo è considerato un terrorista (un ateo, capite?), tutto ciò deve avere una spiegazione. E ce l’ha: il femminile è inibito. Tu vieni punita se sei stuprata, non puoi andare in bicicletta o guidare un’auto, devi girare coperta dalla testa ai piedi, voltare le pagine del Corano con un fazzoletto quando hai le mestruazioni, e chissà quante altre follie che non conosciamo. Sono terrorizzata a pensare che un paese così sia membro della Commissione Onu sullo Status delle donne. Con il post sulla masturbazione femminile mi avrebbero già decapitata. Eppure il sesso fa bene alla salute, nessuno glielo può dire all’ONU? Non possiamo esportare un po’ di divanetti con psicologo incorporato invece di armi?

Fate l’amore non la guerra. La vita sarebbe così bella.

Betty Argenziano