Il corpo imperfetto delle donne

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Thailandia. Donna Hmong con polpacci deformati – (fonte Web)

PARTE 1.

Il dominio della mente delle donne si è realizzato per millenni attraverso il controllo del loro corpo: in primis con l’imbrigliamento della sessualità, ma soprattutto instillando nella psiche femminile la convinzione di possedere un “corpo imperfetto”, un corpo che deve subire modificazioni per assurgere alla perfezione che è invece propria dell’uomo, creato ad immagine di Dio. Il nostro corpo diventa femminile, bello, puro, degno, solo dopo modifiche quasi sempre dolorose, che correggono l’imperfezione congenita tipica del prodotto di “bassa gamma”, assemblato probabilmente con pezzi di scarto, tipo come quando ti avanza una costola. La donna concepita dalla Natura come una sottomarca da hard discount.

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Piede di loto – (fonte Web)

Quando ho scelto il titolo per il libro ero in dubbio, mi piaceva molto “Il corpo imperfetto delle donne” perché il filo conduttore del racconto è proprio la costruzione culturale di una deficienza di autostima: tutte le sofferenze fisiche auto-inflitte (o subite) per incarnare una femminilità stereotipata originano dal riconoscimento di una imperfezione al naturale. La trasformazione e il dolore imposto ai nostri corpi hanno sempre trovato giustificazione estetica e/o morale nella nostra “secondarietà” rispetto all’uomo. Prendete per esempio i piedi di loto, che in Cina sono stati fino a poco tempo fa sinonimo di estrema bellezza femminile e alto lignaggio, guardate la radiografia di un piede deformato per essere “bello”, osservate le ossa e le carni appallottolate, e immaginate come sarebbe la vostra vita con estremità ridotte così: in confronto il vostro alluce valgo da tacco 12 è un piccolissimo inconveniente; prendete i busti dell’Ottocento, che furono in voga sino all’inizio del Novecento, quelli che deformavano le costole, perforavano gli organi, vitino vespacausavano disturbi digestivi, svenimenti, e il prolasso dell’utero: la donna per essere “bella” doveva avere il vitino cingibile con due mani. Inoltre si teorizzava la debolezza strutturale delle nostre spine dorsali, incapaci di reggersi senza un busto. Prendete la deformazione dei polpacci delle donne, praticata in diverse aree del pianeta, in Sud America e in Thailandia, prendete tutte le altre torture vecchie e nuove raccontate in “Alle donne piace soffrire?” e avrete un quadro mostruoso di prevaricazione di una metà dell’Umanità sull’altra. Non esistono confini di spazio e di tempo per questa deliberata oppressione del genere femminile, basata sull’assunto sostanzialmente razzista della nostra presunta inferiorità fisica e mentale: la Natura avrebbe sbagliato quasi tutto nell’assemblare i pezzi nel corpo delle donne, persino la vagina, la nostra culla cosmica, il posto magico che ha dato inizio alle nostre esistenze. Così, prendete i nostri genitali e mutilateli perché sono di troppo, sono “imperfetti”; la clitoride, un’escrescenza vergognosa di carne vogliosa e vorace, alla quale per sbaglio Dio ha appiccicato troppe connessioni neurali, rendendola impura e maledetta: l’unico organo nel corpo umano deputato esclusivamente al piacere. Capitelo, povero Dio, era esaurito dalla perfezione profusa nella creazione dell’uomo.

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fonte web OMS

Tra qualche giorno, il 6 febbraio, si celebrerà la Giornata internazionale della tolleranza zero per le mutilazioni genitali femminili, sponsorizzata dalle Nazioni Unite, impegnate nella lotta  a questa barbara pratica di controllo del corpo e della mente delle donne: “Le mutilazioni genitali femminili sono una violazione dei diritti fondamentali delle donne e delle ragazze”, e hanno conseguenze devastanti e irreversibili per la vita delle donne mutilate; questa violenza di genere “riflette una disuguaglianza radicata tra i sessi, una forma estrema di discriminazione nei confronti delle donne e delle ragazze” (fonte ONU). Questo è il volto del Patriarcato più crudele. In confronto il Mito della Bellezza che ci opprime è acqua fresca.

Quando ho scritto il paragrafo sulle MGF (mutilazioni genitali femminili) nel mio libro ho voluto trovare il coraggio di vedere con i miei occhi la devastazione: ho compiuto una ricerca su Internet, sia in italiano sia inglese e francese, trovando immagini capaci di farti piangere. In particolare mi ha sconvolta la foto di una vulva che aveva subito una mutilazione di tipo III, era completamente appiattita: non esistevano più clitoride, piccole e grandi labbra. Era una piatta enorme cicatrice, c’era solo un piccolo foro. Erano i genitali di una bambola di plastica. Ci sono foto di bambine che urlano disperate durante la mutilazione, immobilizzate dalle donne in una pozza di sangue; batterie di ragazze sdraiate una accanto all’altra con le gambe divaricate, pronte per il taglio che mutilerà per sempre la loro vita, convinte di diventare donne perdendo la parte più femminile del loro corpo; mamme che soffrono, bloccando le braccia delle proprie figlie, perché conoscono la mutilazione sul proprio corpo, ma non le salvano: in quelle culture il Patriarcato ha decretato che le donne intere sono imperfette, sono donnacce che nessuno vuole sposare. La storia si ripete da millenni, uguale in tutto il mondo: il piacere è sconveniente per una donna, la clitoride in particolare è una parte impura, un errore della Natura. Forse perché erettile, un piccolo peccaminoso pene. Le mutilazioni genitali femminili affermano che siamo solo appendici difettose dell’uomo. Si deduce perciò che il “Dio degli uomini” concepì volontariamente la donna come una troia, lasciando all’uomo il compito di purificarne il corpo. O di approfittarne in quanto troia, riversando sulla donna tutta la colpa del peccato.

Gli strumenti

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fonte web The Guardian

Gli strumenti utilizzati da una tagliatrice in Somaliland (fonte web The Guardian): lametta, kerosene per pulire la ferita, un uovo come colla per fermare l’emorragia,  una siringa e una sostanza per intorpidire. Una miscela di polvere che contiene zucchero e antibiotico, per fermare un sanguinamento eccessivo e combattere le infezioni. Questa tagliatrice è già piuttosto raffinata perché di solito niente sterilizzazione e niente anestesia.

Cosa sono esattamente le MGF? Questa è la classificazione secondo l’OMS (fonte Wikipedia):

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Immagine web: Paddy Allen/The Guardian

Tipo I: rimozione parziale o totale della clitoride e/o del suo prepuzio. Tipo I.a: rimozione del prepuzio/cappuccio clitorideo (circoncisione). Tipo I.b: rimozione della clitoride insieme con il prepuzio (clitoridectomia).

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Immagine web: Paddy Allen/The Guardian

Tipo II: rimozione parziale o totale della clitoride e delle piccole labbra, con o senza l’asportazione delle grandi labbra. Questo tipo è anche  denominato escissione. Tipo II.a: rimozione delle sole piccole labbra. Tipo II.b: rimozione parziale o totale della clitoride e delle piccole labbra. Tipo II.c: rimozione parziale o totale della clitoride, delle piccole labbra e delle grandi labbra.

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Immagine web: Paddy Allen/The Guardian

Tipo III: restringimento dell’orifizio vaginale con creazione di una chiusura ottenuta tagliando e riposizionando le piccole labbra  e/o grandi labbra, con o senza l’ablazione della clitoride. In molti casi i lembi cutanei delle labbra sono cuciti insieme, questa è l’infibulazione. Tipo III.a: rimozione e apposizione delle piccole labbra con o senza escissione della clitoride. Tipo III.b: rimozione e apposizione delle grandi labbra con o senza escissione della clitoride.

Tipo IV: tutte le altre pratiche reputate dannose per i genitali femminili realizzate per scopi non terapeutici: “punture, perforazioni, incisioni, cauterizzazione, allungamento per trazione, introduzione di sostanze nocive e corrosive per causare il sanguinamento o immissione di erbe a scopo di restringimento. […] L’immissione nella vagina di sostanze nocive o corrosive, di solito, viene effettuata direttamente dalle donne sia per ragioni igieniche sia per garantire una modificazione permanente dell’organo.” (Tesi di Laurea di  Andrea Varrella, “Mutilazioni genitali femminili e diritto internazionale”). Nel mondo Occidentale oggi esiste un fenomeno piuttosto preoccupante di giovanissime adolescenti, ma anche bambine all’inizio della pubertà, che sono indotte dalla pornografia a considerare abnorme la propria vulva, e ricorrere così alla labioplastica, che rende le labbra piccole e regolari secondo un ideale estetico pedofilo, costruito dalla pornografia. Il fenomeno britannico è stato raccontato dalla BBC: giovanissime, anche meno di nove anni, decise ad ottenere dai genitori un intervento chirurgico perché angosciate dall’aspetto al naturale della propria vulva. I medici generici riferiscono un numero crescente di ragazze intenzionate ad accorciare/rimodellare le labbra vaginali ritenute “imperfette”. I chirurghi che praticano queste mutilazioni dicono di restituire alle ragazzine l’autostima, benefattori insomma. Come tutto ciò che riguarda il nostro corpo, prima distruggono la nostra autostima proponendo modelli assurdi, e poi ci vendono la soluzione che ripristina la fiducia in sé stesse. Tipico della join venture Patriarcato&Capitalismo.

Ma torniamo alle MGF di tipo I, II e III. Per raggiungere questa “perfezione”, le bambine e le ragazze si troveranno ad affrontare le atroci conseguenze della mutilazione genitale: dolore, emorragie, shock, infezioni (compreso l’HIV), minzione dolorosa, cicatrici e cheloidi; problemi mestruali, fistola ostetrica, rischi perinatali, disturbo da stress post-traumatico (PTSD), disturbi di ansia e depressione, infezioni genitali croniche, infezioni del tratto urinario, rapporti sessuali dolorosi, ridotta frequenza o assenza di orgasmo (anorgasmia), obbligo di taglio cesareo o di episiotomia, emorragia postpartum. La morte può essere la più immediata conseguenza della mutilazione, per emorragia o infezione, oppure accadere in seguito durante un parto. Questa è la “perfezione” prevista dal controllo patriarcale del corpo delle donne: “[…] si stima che nel 2013 nel mondo 130 MILIONI di bambine e donne erano state mutilate nei genitali. Nel 2050 è probabile che si aggiungano altri 63 milioni di vittime, se non si interviene a fermare il massacro.

“Succede in questi Paesi:

“Arabia Saudita, Benin, Burkina Faso, Camerun, Chad, Colombia, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Ghana, Gibuti, Giordania, Guinea, Guinea-Bissau, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kenya, Liberia, Malesia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Oman, Pakistan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Tanzania, Togo, Uganda (lista del Female Genital Mutilation/Cutting dell’Unicef).” (da “Alle donne piace soffrire?”) ACCADE IN TUTTO IL MONDO, la stima attuale supera già i 200 MILIONI DI DONNE: le persone quando migrano si portano dietro le cattive abitudini, e i Governi Occidentali non riescono a sradicarle perciò si sono diffuse ovunque. La stima dell’OMS è di 500.000 donne mutilate residenti nell’UE, 35.000 in Italia.

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Mappa della diffusione delle mutilazioni (fonte web “Excision, parlons-en!”)

Intorno alle MGF c’è una inspiegabile tolleranza, come a volere entrare in punta di piedi per non disturbare durante l’escissione, perché è la loro cultura, perché è un rito di passaggio, perché sono le donne che la impongono alle figlie. Il Patriarcato riesce sempre a trovare un’attenuante per la violenza sulle donne. Se agli uomini fosse impedito il piacere con la mutilazione del pene, in quei paesi ci avremmo già mandato i Caschi Blu. Cosa vuoi che sia? È solo la mutilazione irreversibile di 8000 fibre nervose.

“In Etiopia, dove le MGF sono praticate a circa il 74% delle donne, è uso chiamare una tagliatrice la prima notte di nozze, perché evidentemente la mutilazione impedisce anche la penetrazione. Provate a immaginare il dolore di un primo rapporto sessuale con le cicatrici appena tagliate con un coltello”. (da “Alle donne piace soffrire?”).

Le MGF sono praticate sia da musulmane sia da cristiane: non sono le specifiche religioni ad imporre le mutilazioni, ma la cultura patriarcale misogina ovviamente ha connessioni con tutti i monoteismi. Nel marzo 2017 lo sceicco Abd Al-Wahhab Al-Maligi, un religioso egiziano, è apparso sul canale televisivo Al-Seha Wal-Jamal sostenendo che la mutilazione genitale femminile è una pratica positiva e ne deriva persino un vantaggio economico sociale: la mutilazione sarebbe una pratica di medicina preventiva ed aumenterebbe persino la natalità. No comment.

Perché le donne vengono sottoposte e si sottopongono alle mutilazioni genitali?

La prima ragione è il controllo della sessualità femminile: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la mutilazione, limitando gli impulsi sessuali delle donne, garantisce che rimangano vergini sino al matrimonio. Il desiderio di compiacere l’uomo in questo, conduce talune a ripetere le cuciture diverse volte nella vita. Quello che nessuno dice mai è che «Chiunque voglia sottomettere e opprimere le donne senza necessariamente imprigionarle o rinchiuderle, ma facendo in modo che «ci pensino da sole» ad arrendersi, a perdere la gioia e l’autonomia, a non provare più piacere, a diffidare dell’amore, a considerare fragili e inaffidabili i rapporti umani, non ha che da prendere di mira la vagina» (Naomi Wolf in Vagina. Una storia culturale). Wolf spiega che «[…] generazioni di maschi nella nostra lontana storia non potevano non aver notato quello che ora sappiamo essere un legame a base biologica fra una donna sessualmente liberata e il suo elevato grado di felicità, speranza e fiducia, probabilmente non potevano non aver notato anche l’effetto di un altro legame a base biologica fra una donna traumatizzata sessualmente e la sua minore capacità di provare felicità». La connessione neurale tra vagina e cervello spiega le mutilazioni genitali: rende le donne fedeli, docili, miti e obbedienti. Questo probabilmente chiarisce anche perché quei paesi siano poveri e sottosviluppati, perché la parte femminile è socialmente dormiente, quando non annientata.

Le MGF sono un obbligo sociale. La pressione sociale è intensa, è l’arma che abbiamo sempre puntata alla tempia: per aspirare a un “buon matrimonio” bisogna uniformarsi, perciò le madri mutilano le figlie, per aumentare il loro valore di mercato. È una forma di slut-shaming. Se rimani integra, sei una troia.

Esistono anche fattori economici. Nei luoghi in cui le donne dipendono dal matrimonio e non possiedono chance di autonomia economica, diventano una giustificazione per le MGF.

Non dimentichiamo che anche in Europa e Stati Uniti in periodo vittoriano i ginecologi praticavano le MGF per “curare” malattie che non sono malattie, come l’isteria, la masturbazione, la ninfomania, la malinconia e persino il lesbismo; era un “rimedio” anche per epilessia e malattie mentali. Non smetterò mai di dirlo, il Male supremo che affligge l’Umanità è la sessuofobia esercitata allo scopo di dominare gli altri. In questo perverso meccanismo le donne sono state le più penalizzate, ma non dimentichiamo che non permettere la piena espressione della sessualità della femmina di una specie animale significa tout court non permettere neppure un’autentica  sessualità per il maschio di quella specie. Quindi sino ad ora abbiamo vissuto solo l’ombra di quello che potremmo essere, altrimenti non saremmo masse sconfinate di persone controllate da religioni e capitalismo.

In conclusione vi propongo questo meraviglioso video francese sottotitolato in inglese alla scoperta della clitoride che, giova ricordarlo ancora, è l’unico organo nel corpo umano deputato solo al piacere. Mettetevelo bene in testa: il piacere è naturale, sano, spirituale, vi rende veri, felici e liberi.

Betty Argenziano

Per partecipare alla campagna di Global Citizen:

https://www.globalcitizen.org/en/action/not-one-more-fgm/

Per approfondire l’ argomento sulle MGF:

http://uncutproject.org/

http://www.unfpa.org/resources/female-genital-mutilation-fgm-frequently-asked-questions

https://www.globalcitizen.org/en/content/fgm-female-genital-mutilation-misconceptions/

http://www.aljazeera.com/indepth/features/2015/06/magazine-witness-fgm-150629101956669.html

MutilAction!: gli artisti di tutto il mondo sono invitati a partecipare a questa open call con un’opera d’arte di qualunque genere (pittura, scultura, fotografia, grafica e fumetto, poesia, musica, performance, danza, monologhi, ecc.)

https://www.facebook.com/mutilaction/

29 Comments

  1. Sono arrivata ad un punto della mia vita nel quale prima di acquistare (capitale, acquisti, produzione e concetto di “perfezione” del femmineo hanno molto a che fare infatti è dai Kurgan che nasce la divisione tra maschio superiore e femmina inferiore, (quelle nere di femmine venivano considerate dai popoli kurganici meno di zero anche questo la dice lunga e la Dea al tempo era raffigurata solo Nera) come nasce il concetto di razza superiore da loro e anche la divisione in ceti…. tutte e tre insieme “nascono” queste cose ma che strano… sono sarcastica eh), qualunque cosa penso a quanto mi limiterebbe, ci sono delle cose che mi piacciono ma che oggettivamente limitano la mia libera espressione e il movimento ed è storia del patriarcato mettere addosso alle donne cose che ci limitino non a caso metti l’immagine del vitino da vespa anche lì hanno stravolto una cosa della Dea che non era punitiva ma armoniosa, non a caso la Dea dei Serpenti veniva raffigurata con un busto ma questo non la limitava perché andava solo a definirne le forme che restavano inalterate e non condizionate il tacco 12 è un altra di queste limitazioni come il suggerire che il pelo sulla femmina è il male ma ha una funzione il pelo o no? sono sarcastica sempre ma senza pelo assomigliamo a bambine che strano che il modello voglia le donne come le bambine, anche qui sono sarcastica ma la dice lunga questa cosa e infatti anche te ne parlasti in un tuo post precedente e far passare tutto questo per bellezza, e si ovvio che lo interiorizziamo perché se la razza è un concetto culturale che crea un identità culturale (fuori dalla scienza perché non esistono razze come non esiste una superiorità basata sul sesso ma in generale in natura esiste una moltitudine cooperante (Matriarcati….) e non un superiorità o inferiorità), anche la bellezza, è canone, derivante da kanon ovvero: Regolo-Bastone (simpatico vero? oggi il sarcasmo mi esce fuori da ogni poro) lo è in un contesto di potere e privilegio di un sesso a dispetto di mancati diritti dell’altro.
    Inoltre la dicotomia : Santa-Prostituta è la classica dicotomia di ruoli imposti dal patriarcato che limitano la libera espressione del femminile che un tempo era espressione di Dea senza gradi ne colpe, punizioni e tutti gli strumenti di tortura inventati da una cultura misogina.

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  2. Grazie sciamanesimofemminile (come ti chiami?) i tuoi commenti sono sempre ricchi di spunti interessanti. In effetti una delle cose che vorrei vedere in un viaggio in dietro nel tempo è come si è corrotto tutto, in quale momento è quale mente perversa ha strutturato il dominio di una metá sull’altra rendendo di fatto schiave entrambe le parti. Un genio del male.

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    1. S_R va bene, sono Sciamana Rossa comunque chiamami come vuoi tra i due :-).
      Ti cito:
      Grazie sciamanesimofemminile i tuoi commenti sono sempre ricchi di spunti interessanti.

      I tuoi post lo sono sempre molto, e mi piace leggerti.
      Invece per quello che mi domandi devo dirti che non credo sia stata una mente sola, come non penso che le donne avessero tenuto nascosto il contributo del seme alla procreazione, mica erano deficienti i maschi, ma non escludo la partenogenesi anche se se ne sa (oggi) davvero molto poco ma la Dea Athena stessa nasce da se ad esempio, e un tempo la donna era considerata diretta emanazione della Dea Terra poi si cambia ad esempio un tempo le spalle larghe erano solo femminili, i maschi non nascevano con le spalle larghe, come un tempo la clitoride era più sviluppata, l’evoluzione consegna cambiamenti, come lo fanno i cicli e gli adattamenti in Natura, rispetto al patriarcato invece credo che gruppi (anche i Kurgan erano in gruppo) (ma parlo per ipotesi e per quel che sento e conosco) avessero pensato al potere facendosi corrompere da una mente che escludeva l’istinto e lo relegava ad orpello, in natura l’istinto è il Se Selvaggio (come lo chiama la Estès) e non mi pare che gli animali siano stati più scemi di noi umani anzi noi il pianeta (la Dea) lo stiamo distruggendo loro (gli animali non umani) evolvono, è storia questa, la loro e la nostra, e pure lo specismo è frutto di una mente artefatta dove noi saremmo superiori rispetto ad altri animali, penso che al centro ci sia stato questo e il potere che volevano ottenere correlato da un idea di perfezione del tutto arbitraria, le prime società erano sciamaniche e cooperanti, si difendevano e attaccavano ma non per dominio, questo erano i Matriarcati, accompagnavano e erano suddivisi in tribù (da tre invece il patriarcato ama le dicotomie e pure questo dice parecchio, dicotomie e assolutismi…. invece il tre (la Trinità del Femmineo pure la Dea era Trina Hecate ne è un esempio) porta a dover dialogare e trovare una “quadra”. Insomma uno scenario del tutto differente, infatti Matriarcato non era dominio delle donne, quando c’è un dominio questo sostituisce il fluire e la Natura deve fluire nei suoi aspetti.
      Ti auguro una buona serata.

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      1. Dobbiamo in qualche modo tornare al dialogo, perché questo meccanismo come dici tu sta distruggendo il pianeta. L’ultima chance è aprire gli occhi e vedere il danno globale e personale, la schiavitù di 7 miliardi di persone, l’estinzione di specie animali, l’inquinamento irreversibile e i cambiamenti climatici. Grazie SR buona serata anche a te.

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  3. Paolo, pare che tu ed io non si sia mai d’accordo neanche per sbaglio. Per te non esistono i condizionamenti sociali, che sono invece pesantissimi. La libertà per me è solo una parola che non corrisponde quasi ad alcun nostro comportamento.
    In questo post si parla di induzione all’insicurezza cronica delle donne, della costruzione attraverso i condizionamenti sociali di un permanente sentimento di imperfezione. Le donne arrivano persino a farsi tagliare via la parte più femminile del proprio corpo, e lo fanno con quella stessa libertà che invochi tu. Certo le mutilazioni ledono i diritti umani in un modo che non ha paragoni, ma il mandante è lo stesso per molte altre insicurezze che le donne “medicano” torturandosi. In piena “libertà”, ben in teso eh!

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    1. Ti cito:
      Paolo, pare che tu ed io non si sia mai d’accordo neanche per sbaglio. Per te non esistono i condizionamenti sociali, che sono invece pesantissimi. La libertà per me è solo una parola che non corrisponde quasi ad alcun nostro comportamento.
      In questo post si parla di induzione all’insicurezza cronica delle donne, della costruzione attraverso i condizionamenti sociali di un permanente sentimento di imperfezione.

      Diffidare sempre di quelli che hanno versioni assolute e che riportano tutte le argomentazioni approfondite da noi che facciamo una critica alle loro (indotte da una cultura patriarcale) sicurezze assolute, non solo non ci rispettano e fai bene a dire che fa mansplanning, ma neanche ascoltano tanto loro sanno, rimanessero nelle loro convinzioni, sai perché te lo dico?, perché noi non dobbiamo sprecare energie per loro, è una perdita di tempo e ci rimettiamo noi stesse tanto tradurrano sempre tutto quello che diciamo a favore delle catene che il patriarcato ha messo anche a loro, se uno intende restare schiavo di un sistema perché si illude che sia libero, e la libertà è tradotta con: ok non esiste induzione ma solo libera scelta, e lo fa da anni Paolo questo discorso non solo qui da te peggio per lui, l’illusione di avere il potere è speculare (stessa faccia della medaglia) di essere schiavi di quel potere, si mettono delle catene da soli e vedono in noi il nemico a me fanno pena te lo dico sinceramente infatti rispondo a te e non a lui perché te dialoghi lui continua a tentare di fare il lavaggio del cervello alle persone con la sua cultura indotta dal sistema patriarcale.
      Ti auguro buona giornata cara.

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  4. Paolo stai facendo mansplaning sulle mutilazioni genitali, è proprio fuori luogo. Prima di asserire che le donne sono mutilate da neonate con tanta sicurezza ci vorrebbe un po’ di accurata documentazione sull’argomento. In fondo al post ci sono alcuni link utili, ti consiglio per esempio questo http://www.aljazeera.com/indepth/features/2015/06/magazine-witness-fgm-150629101956669.html che personalmente mi ha fatta piangere di dolore.
    Per il resto non cambio certo idea perchè tu non accetti la realtà delle cose. Mi dispiace se sei disturbato all’idea di non compiere scelte libere, ma è la tragica realtà di quasi tutta l’umanità, che tu lo accetti o meno.

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  5. Paolo non sei informato, l’età media è compresa tra i 5 e i 14 anni. A 14 anni si sposano, capisci? Inoltre quello che non sai perché forse sostanzialmente interessato a commentare i post ma non ad informarti, le donne ADULTE, quindi diciamo “libere” secondo la tua definizione, ripetono più volte le cuciture nella vita per compiacere il marito. Mutilate una volta, cucite più volte. Volontariente da adulte. È abbastanza chiaro?

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    1. @alledonnepiacesoffrire: Fai bene a sottolineare l’aspetto dell’induzione e mi porti a fare una precisazione che ha a che fare con le mutilazioni genitali praticate sulle donne e auto praticate per induzione culturale da adulte.
      Noi avevo detto che non dobbiamo sprecare energie, ci aggiungo che consono è però convertire, è prassi della donna su un cammino di liberazione e recupero della sua identità cogliere da tutto e convertirlo a proprio bagaglio esperienziale, è prassi di Dea lo si vede in Natura costantemente anche con ciò che il genere disumano le fa lei rinasce e trasforma (si trasforma in reazione a quel che subisce ma lo converte a bagaglio per se quindi in realtà supera l’abuso), quindi tutto è spunto e le stupidaggini che continuano a raccontarsi nelle loro catene i patriarchi occorrono a noi per fornire approfondimento e conoscere noi stesse, al di là di quelle stupidaggini che non ci definiscono affatto ma possono essere prese e trasformate (anche l’Alchimia parla di questo….) quindi è bene prendere spunto da ciò che dicono per smontarlo e portarlo a nostro vantaggio, è bene prendere ciò che dicono e è effettivamente tutto uno spunto anche per approfondire e appunto smontare, tanto loro continueranno a negare rafforzando le loro stesse catene invisibili è come una Nemesis, ma per la donna è come un modus da cui cogliere, in tal senso si potrebbe anche definire una pratica sciamanica fare ciò.
      Un esempio è il termine vergine, l’uomo cerca non la vergine vergine è derivante da parthenos, mentre lui cerca la virgo intacta, una purezza che ha nella mente per romperla con la violenza infatti lo chiamano pene il loro coso, e le parole hanno un peso visto che nei Matriarcati non esistono termini come stupro o pedofilia perché non esistono tali fenomeni nelle loro Civiltà e quelle si che lo sono, non le nostre che portano tutto a livellare in uno squilibrio di potere dove a qualcuno sono dati privilegi mai sottratti e se contestati alle persone che li contestano attendono punizioni, colpe e anche la morte e questo anche dice il dato sui femminicidi, visto da una prospettiva specifica. Bambine a 14 anni che si sposano non scelgono, non opera una scelta una donna indotta da un modello a ricucirsi, a non provare piacere, a essere sottoposta alle pretese acquistate con il denaro che si consumano sul suo corpo (porno e prostituzione) è indotta da un modello e dallo scarso amor proprio a vendersi, infatti gli uomini non amano le donne che amano loro stesse, e spesso non vedendo questo di loro stesse (lo scarso amore che si rivolgono) se la prendono con chi lo dice perché conniventi con il sistema che la vuole schiava a pagamento delle pulsioni di uomini che la oggettificano. Noi donne comprendiamo loro no quando assumono il patriarcato, ed è lì che diventano stupidi, non ci nascono stupidi lo diventano quando non criticano un sistema che mette catene pure a loro (genere ma non solo) infatti si dice che per noi è più facile conoscere noi stesse, proprio in virtù della comprensione ma non solo.

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  6. Grazie Sciamana Rossa sei una donna molto saggia e sono davvero onorata di leggere le tue parole. Penso che sia così come dici riguardo alla propensione a cercare di guarire quello chè si vede malato. D’altra parte che cieco non ha colpa avendo perso la vista nell’assorbimento dello stereotipo. Io sento lo stesso ottimismo di Emmeline Pankhurst che cento anni fa disse “Dobbiamo liberare metà della razza umana, le donne, così loro possono aiutare a liberare l’altra metà”. Questa è per me l’essenza della femminilità e del femminismo insieme. Non so in quale secolo, ma succederà. Saranno liberi anche quelli che non vedono le catene 😊

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    1. Grazie a te, non mi sento saggia ti dico la verità, solo di aver fatto un percorso che era necessario a me stessa e che senza imposizioni potrebbe aiutare altre donne, quindi lo condivido quando ne ho l’opportunità e lotto per condividerlo quando mi si toglie la voce 🙂
      La colpa è un invenzione culturale, quindi sono d’accordo con quello che scrivi, colpa, punizione, espiazione sono idee derivanti da una cultura malata (appunto il patriarcato) esistono invece responsabilità e privilegi, e chi lotta per abolire questi fa solo bene.
      Per il ripartire da noi (dobbiamo liberare metà della razza umana etc….) sono d’accordo, è il principio del liberare noi stesse del fardello di una cultura che non ci definisce e ci ingabbia e che a noi ci illude di dar potere (quando le donne diventano conniventi con questi sistemi valoriali) invece ci essicca, ci prosciuga nel nostro sentire e nella nostra anima, ci limita, ci disconosce nel nostro lato della natura selvaggia che distrugge per ricostruire.
      Un abbraccio sincero voglio mandarti seppur virtualmente.

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  7. Complimenti per l’articolo. Trovo assurdo come il corpo della donna, ed il piacere derivante da questo, sia divenuto oggetto di simili restrizioni e mutilazioni. Tutti dovremmo mobilitarci per evitare simili barbarie, ogni giorno, sino a quando ogni donna non avrà la libertà di provare, di sentire, di godere con il proprio corpo, in ogni singolo modo.

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    1. Ciao Mara, grazie per i complimenti, ero di fretta e non ti ho ringraziata. Ieri mattina leggevo un articolo sugli stupri di guerra, di cui si parla sempre troppo poco: ancora più devastanti delle mutilazioni. Le donne sono un bersaglio facile, da sempre in ogni tempo e in ogni luogo.

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  8. Bellissimo articolo, anche se difficile da leggere.

    Io vorrei aggiungere che anche la pillola contraccettiva (insieme ai vari dispositivi ormonali) è alla pari di queste mutilazioni. Ancora una volta le donne vengono medicalizzate (menomate) perché considerate imperfette o malate per avere il ciclo mestruale.
    Quindi via, eliminiamolo!
    Esistono rari ginecologi che non la propongano indistintamente a tutte anche dagli 11 anni (letto di persona), spesso senza esami (tanto chissenefrega se poi si sviluppa una bella trombosi a 16 anni e si rischia di morire), spesso senza pause per 15/20 anni, senza spiegare come funzioni (molte donne non sanno che blocca l’ovulazione e che il sanguinamento da sospensione non sono vere mestruazioni) e quali effetti devastanti abbia in realtà.
    E come la difendono le donne illuse che sia una rivoluzione femminista!! La pillola è patriarcale tanto quanto le menomazioni genitali, ma non viene capito.

    Detto questo (onde evitare di venire attaccata), sia chiaro che penso che se una donna soffre di endometriosi al 4° stadio o altri problemi invalidanti legati al ciclo mestruale ci sia poca alternativa (io sono per le cure naturali e spirituali, ma spesso ci vogliono anni per risolvere i problemi e capisco che una donna non possa soffrire ogni mese le pene dell’inferno). Ma di nuovo: non ci sono ricerche sui problemi femminili legati ad ormoni e mestruazioni perché tanto c’è la pillola. Non vengono nemmeno pensate altre soluzioni e la cosa è assurda perché seppur possa dare sollievo, crea moltissimi altri problemi (senza contare che presa alla lunga può causare cancro al seno e al fegato).
    La pillola dovrebbe essere un palliativo temporaneo per le donne che soffrono molto, mentre però si cercano cure adeguate…

    Un saluto! 🙂

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    1. Alice parli con una endometriosi di IV livello. Solo oggi sta venendo fuori il legame con la disbiosi. È vero, le mestruazioni sono il simbolo dell’impuritá, leggi se hai tempo il post Love Your Vagina si parla anche di questo.

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    2. Paolo, per alcuni versi hai ragione, per altri torto. La pillola ha fatto molto non per la libertá sessuale, che purtroppo ancora non esiste essendo pienamente in vigore lo slut-shaming, dicevo ha fatto molto per la godibilitá del sesso. Ha anche fatto molti danni alle donne, come fanno spesso i farmaci, e non si tratta di controindicazioni, ma di effetti collaterali, che ci sono sempre e credimi alla fine ti fanno pensare che non ne valga proprio la pena.

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    3. Ciao Alice, ero di fretta e ho dimenticato di ringraziarti per i complimenti, é sempre un piacere vedere apprezzato il proprio impegno. Quando scrivo un post cerco sempre di metterci l’anima e di leggere la realtà delle cose da un punto di vista personale. Sto lavorando a un nuovo post, a presto!

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  9. Non ho letto i commenti e non so di questo che sto per dire è stato già detto: ma dove mettiamo il ricorso alla chirurgia plastica estetica per diventare come richiesto? Almeno nel modello imposto! Ne vogliamo parlare ? La logica è sempre la stessa.

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    1. Certo che ne vogliamo parlare! Sono d’accordo, è una violenza autoinflitta dove il mandante è sempre la società patriarcale. Ma non c’è paragone tra la mutilazione dei genitali e il lifting: il piacere sessuale del proprio corpo dovrebbe essere un diritto intoccabile. Consiglio la lettura del post La bellezza è una allucinazione collettiva.

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  10. ho dimenticato di aggiungere: anche la circoncisione toglie piacere sessuale ai maschi. ho letto esperienze di uomini che sono stati circoncisi da adulti e che quindi potevano fare un confronto tra il piacere sessuale prima e dopo la circoncisione. Se fosse tutto colpa del patriarcato come mai anche i maschi sono stati mutilati? Come vedete il mondo non è così bianco e nero come credete e purtroppo con il termine “patriarcato” state solo “alimentando” una presunta guerra tra i generi, invece di arrivare a vera comprensione ed umanità.

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    1. Sono d’accordo certamente sulla necessità di un nuovo rapporto armonico tra i sessi. Ma paragonare la circoncisione con la mutilazione è escamotage tipicamente patriarcale, per sostenere l’insostenibile: non è la stessa cosa né ha lo stesso scopo. È come dire tagliare un polpastrello del mignolo della mano è uguale a tagliare tutto il braccio. Premesso che ritengo nessuna parte del corpo andrebbe mai mutilata né delle donne né degli uomini, rimane il fatto inconfutabile di una violazione dei diritti umani delle donne: DUECENTOMILIONI DI DONNE mutilate da una cultura patriarcale.
      “Dobbiamo liberare metà della razza umana, le donne, così loro possono aiutare a liberare l’altra metà” (Emmeline Pankhurst). Questa è la chiave per ristabilire l’armonia.

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  11. Esatto, sono d’accordo.
    Aggiungerei l’episiotomia alla lista delle mutilazioni genitali. Sicuramente sarete sotto choc e griderete all’ennesimo paragone fuori luogo. Basta una ricerca sul web per scoprire che 1) l’anatomia clitoridea è stata studiata e “scoperta” recentemente e consta di un fascio di nervi che coinvolgono un’area più estesa del semplice “bottone” alla congiunzione delle grandi labbra; 2) l’episiotomia, considerata ingiustificata dal punto di vista medico (secondo l’OMS) e praticata senza prove della sua efficacia, comporta il taglio del muscolo perineale e delle terminazioni nervose clitoridee, con conseguente riduzione della sensibilità.

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  12. purtroppo la prima metà del mio commento apparentemente non è stata inviata da wordpress. innanzitutto non ho voluto dire che la circoncisione maschile sia esattamente uguale a quella femminile, ma una mutilazione resta, e i fori in internet sono pieni di lamentele di maschi che dopo la circoncisione non raggiungono più un orgasmo, che non sentono più niente, o che al contrario vengono più velocemente rispetto a prima. –
    comunque molto più importante è questo che avevo scritto: non si può liberare solo “metà” dell’umanità per poi liberarne l’altra. tutto, nella vita, è interazione. i maschi di una società “partriarcale” (come direste voi) alla fine sono stati educati anche da tante donne (madri, parenti femminili, insegnanti femminili ecc.). Come maschio ho vissuto da bambino innumerevoli situazioni in cui donne mi dicessero “un maschio non si comporta così” ecc., cioè erano donne stesse a proiettare le loro idee di maschio su me come maschio. infine, sono donne stesse nella maggior parte dei casi a fare le MGF, sono donne a mutilare il corpo di donne. e sono donne a influenzare la psiche sia di bambini maschi che femmine.
    nella mia vita ho conosciuto donne crudeli e maschi meravigliosi (e viceversa). non volete mica dire che tutte le donne sono solo vittime e tutti i maschi solo patriarcali? questa visione non corrisponde per niente alla realtà ed è molto riduttiva.
    infine non è nemmeno vero che capitalismo e religioni monoteistiche siano responsabili: le MGF sono esistite prima del capitalismo e prima delle religioni monoteistiche.
    Sinceramente non so quale mente malata abbia inventato le mutilazioni, ma rendere responsabile solo una metà dell’umanità non porta da nessuna parte e crea solo odio e rifiuto (sì, come maschio mi permetto di rifiutare tutte le teorie che credono responsabili solo i maschi, senza volere per niente un patriarcato, di cui non mi sento né parte né responsabile. So che mi direte che sono vittima del patriarcato, ma vi dirò che non ci potrebbe essere risposta più sbagliata a quello che dico).

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    1. Questo ed altri miei post parlano di sessuofobia del patriarcato, controllo della sessualità e oppressione di un genere sull’altro. Conclamato e inconfutabile, se qualcuno non è d’accordo è un suo problema. Alcune tue osservazioni sono già contenute nel mio post. Le donne e gli uomini sono manipolati attraverso gli stereotipi di genere ed è per questo che si deve cominciare a liberare le donne, perché sono il punto cruciale dell’educazione. Non ho mai detto nè mai dirò che le donne sono buone e gli uomini cattivi, chi afferma questo leggendo un mio post ha un problema di analfabetismo funzionale, cioè legge cose che sono scritte in nessun luogo.

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      1. Se vuole accusarmi di analfabetismo funzionale faccia pure, ma cito dal suo testo: “«[…] generazioni di maschi nella nostra lontana storia non potevano non aver notato quello che ora sappiamo essere un legame a base biologica fra una donna sessualmente liberata e il suo elevato grado di felicità, speranza e fiducia, probabilmente non potevano non aver notato anche l’effetto di un altro legame a base biologica fra una donna traumatizzata sessualmente e la sua minore capacità di provare felicità».”
        Nel suo testo i maschi appaiono “sempre e generalmente” come dominatori, le femmine “sempre e principalmente” come vittime (anche quando le donne infliggono le MGF sulle loro figlie, secondo il suo testo succede solo perché sono “vittime” e non co-responsabili anche loro. Ma vi svelo un segreto, le MGF succedono anche dove le donne hanno raggiunto indipendenza economica o dove svolgono un ruolo importante nella società, per niente “inferiori” ai maschi.)
        Devo aggiungere: anche tanti maschi sono traumatizzati (sessualmente e non), grazie all’educazione ricevuta, non solo da maschi, ma anche da donne. La traumatizzazione o “pedagogia nera” è in molte società uno strumento, anche femminile, per rendere bambini manipolabili e obbedienti. Sul lavoro, tra l’altro, il mobbing succede prevalentemente in ambienti prevalentemente femminili, perché la violenza e traumatizzazione psichica è un dominio prevalentemente femminile (la violenza fisica è prevalentemente maschile).
        Ma nel suo testo non trovo una sola frase che rende le donne co-responsabili. Semmai sono descritte come responsabili in quanto manipolati (e non in quanto autonomamente responsabili). Se ci fosse una frase che descrive le donne come pienamente co-responsabili, una sola, me la potrebbe forse gentilmente citare, dato che sono un analfabeta.

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