Due indizi che siamo nella merda

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Di solito mi piace scrivere con calma, raccogliere materiale e strutturare una narrazione. Invece la notizia di due eventi venuti alla ribalta in questi giorni, mi spinge a scrivere un post di getto. Nonostante la società italiana stia prendendo molto lentamente coscienza della sua profonda misoginia e della necessità di evolvere, ci sono degli indicatori sconfortanti.

FATTO NR. 1 Per quale motivo  i passeggeri, donne e uomini, del volo Torino-Bari, non si sentivano sicuri nelle mani della Comandante? Per quale motivo un uomo dovrebbe essere più affidabile nello stesso ruolo? Per nessun motivo. Ma la percezione della società è che noi donne si sia sempre e comunque inferiori, nonostante l’impegno, la preparazione e le ore di volo, nonostante tutte le statistiche indichino che le donne sono le più preparate. Questo è il soffitto di cristallo, è solo questo: essere giudicate biologicamente inferiori, anche dalle altre donne, perché per prime ci riteniamo imperfette, grazie a questa società che fin dai primi anni di vita distingue il rosa come il colore delle incapaci emotivamente instabili, e l’azzurro come il colore di quelli incredibilmente in gamba.

FATTO NR. 2 A proposito di colore. Un bambino di 3 anni si fa la pipí addosso all’asilo: siccome non ha più ricambi gli fanno indossare quello che c’è a disposizione asciutto e pulito, mutande rosa e pantaloncini fucsia. Quando la madre lo ritira da scuola afferma “Lo preferivamo pisciato, che sappiamo che tanto asciuga, piuttosto che vestito da femmina e con le idee sull’identità di genere in conflitto”. Anche la capacità di comprendere si è asciugata completamente, e ora c’è il deserto: l’ignoranza, l’omofobia, la misoginia, tutto in una frase.

Il punto è che siamo dei ritardati, una società di ritardati. Nel senso che non abbiamo un cervello capace di comprendere che gli uomini non sono superiori e le donne non sono inferiori; ma anche nel senso che il mondo si evolve e l’Italia no, l’Italia è il paese dei ritardati che credono che la virilità sia qualcosa che il rosa può corrompere. Perché le donne continuano a dimostrare di essere capaci di fare qualunque cosa: con il giusto allenamento le donne sono fisicamente in grado di passare due mesi in Antartide, come queste 6 soldatesse che hanno dimostrato la stessa identica resistenza degli uomini.

Continuate ad allevare bambini azzurri e bambine rosa, continuate a dire ai maschi che sono i più forti e intelligenti e che non possono piangere; continuate a dire alle bambine quanto sono belle e delicate, comprate loro giochi da maschi e da femmine così che ognuno stia al suo posto, non mischiate mai le carte che chissà cosa vien fuori, un ermafrocito con gemito come diceva il personaggio rozzo e ignorante interpretato da Nino Manfredi in un vecchio film di Nanni Loy. Le bambine possono vestirsi di azzurro e fare cose da maschi: nessuno ha paura che perdano qualcosa, sono inferiori per costituzione. Invece i bambini sono tenuti alla larga da tutto quanto è femminile, come se gli stereotipi potessero diminuirne il valore o modificare la sessualità. È follia pura, è misoginia, stupidità, un mix fatale per tutti. La virilità non è un’accozzaglia di stereotipi, ma sarebbe troppo audace scoprire cosa c’è dietro l’azzurro, è impossibile andare contro i pregiudizi in un Paese che urla “Indietro tutta!”.

È così che continueremo a vivere in una Italia sessista, dove muore una donna ogni tre giorni, perché lei non è una persona, è solo un essere inferiore vestito di rosa.