THE DAY AFTER

Celebrate-Happy-Womens-DayHo sempre manifestato insofferenza all’8 marzo soft: la mimosa, le cene tra sole donne, gli auguri per i quali sono pronta ad azzannare chiunque alla giugulare; quell’atmosfera da celebrazione del panda in estinzione, come se le donne fossero una minoranza (trattate in effetti come tali); detesto persino la celebrazione che ricorda la lunga, lunghissima, interminabile lotta delle donne per l’equità sociale, economica e politica con gli uomini, ma solo perché ogni anno siamo allo stesso punto, se non addirittura in retromarcia, senza neppure lo specchietto retrovisore.Quest’anno poi ci hanno tenute con il fiato sospeso: fortunatamente il 5 marzo è stata confermata la costituzionalità della Legge Merlin, gioia che merita un triplo salto carpiato; sento rabbia nel tirare un sospiro di sollievo e ringraziare lor signori della magnanimità di non sottrarci diritti, che sono tutti traballanti come i denti di un vecchietto. I denti-diritti ce li strapperanno tutti se non alziamo il culo e diventiamo un movimento politico attivo dentro le istituzioni. Non è più tempo di quote rosa, buone solo a normalizzare la presenza delle donne in ruoli tradizionalmente maschili, donne che non necessariamente poi promuovono l’equità tra i generi.

3-8-10-Bearman-Cartoon-Womens-DayIl World Economic Forum ha calcolato in 217 anni il tempo necessario affinché donne e uomini abbiano le stesse opportunità di lavoro e la parità salariale. Se vogliamo gli stessi diritti e possibilità non dobbiamo chiederli una volta all’anno l’8 marzo, ma lottare ogni giorno dentro le istituzioni: è urgente la formazione un movimento di donne e uomini con un progetto di evoluzione della società che guardi in avanti, una sorta di “Ritorno al Futuro”, visto che sempre più spesso gli anni ’50 si presentano come un rigurgito acido per le donne (bordelli, DLL Pillon, e altri progetti di sottomissione).

Dovremmo scendere in piazza tutte insieme ogni volta che una donna viene uccisa o violentata, oppure quando insultano la nostra intelligenza con prese per il culo come la “tempesta emotiva”, il raptus, la gelosia incontrollabile. Ogni volta che una donna viene uccisa o violentata chiedere al Parlamento cosa state facendo per riconoscere la violenza non come fatto individuale ma come prodotto della società e manifestazione dei rapporti di classe tra uomini e donne*”? Ogni tre giorni in Italia avviene un femminicidio, le violenze psicologiche, fisiche, economiche e sessuali sono quotidiane (anche l’8 marzo), e io voglio sapere COSA CAZZO STATE FACENDO PER CAMBIARE LA CULTURA MISOGINA DI QUESTO PAESE? La risposta la so già: ops! non è in “agenda”, le donne non sono mai in “agenda” a meno che non le si voglia fottere, in tutti i sensi.

Il Femminismo in Italia è talmente irrilevante che i media si possono permettere di ignorare l’8 marzo e continuare a parlar di raptus e gelosia; se non vogliamo proseguire a pedalare su una bicicletta senza catene, subito un Manifesto femminista e persone pronte ad entrare nelle istituzioni, altrimenti neanche tra 217 anni avremo fatto un passo avanti.

*definizione della violenza di Paola Tabet, da “Le dita tagliate”