L’affaire Ariana Grande – Fabio Volo

Ma che bella occasione per parlare di sessismo. Non dovremmo crocifiggere Fabio Volo ma ringraziarlo, che splendida opportunità per parlare di sessualità gerarchica.

Confesso di non conoscere l’artista Grande, ma naturalmente dopo aver letto le dichiarazioni di Volo sono andata a vedere il video e ho letto il testo della canzone. Così per prima cosa voglio usare una strofa della canzone “7 rings”:

See, you didn’t expect this, you think like a robot – Vedi, non te lo aspettavi questo (Fabio), pensi come un robot

Ma mica solo tu, povero Fabio, tutti pensano come robot perché indottrinati fino da bambini: le donne si dividono in per bene e puttanun. Gli uomini invece possono essere  latin lover, casanova, ma soprattutto “puttanieri senza frontiere” e nessuna infamia li colpirà. Possono persino essere stupratori, che tanto si sa buona parte della colpa ricadràa sulla vittima. Le donne invece non hanno diritto ad una sessualità sfrontata, non hanno diritto al desiderio, e neppure al piacere. Le donne possono solo essere oggetti sessuali, brave mogli o servizievoli puttane.

Avrei sommamente apprezzato una critica alla nudità ostentata, alla ipersessualizzazione, e alla pornificazione del corpo femminile (presenti nel video) come prodotto di una cultura gerarchica sessista, ma il discorso di Volo (che trovate facilmente in Rete perché sembra aver fatto cadere tutti dal pero del patriarcato) non è nulla di tutto questo: se Volo vuole parlare in favore delle donne (e comunque no grazie, ne facciamo volentieri a meno della sua visione vittoriana), allora potrebbe prima apprendere il significato di sexage, piuttosto che parlare di puttanun e introiamenti; uno dei livelli più bassi della comicità italiana è la battuta sulla puttana, perché fa ridere tutti i robot con pochissimo sforzo umoristico, la puttana non è solo una depravata ma è pure ridicola nell’immaginario sessista, altrimenti come le tieni chiuse le gambe di tutte le altre donne per bene, se non con la spada di Damocle del pubblico ludibrio? Se vogliamo parlare di puttanun, semmai parliamo di “stupro a pagamento”, di sfruttatori, di prostitutori, di dignità calpestata, di umiliazione. Soprattutto parliamo di clienti e violenza. Non fa ridere neanche un po’, vero?

Ma veniamo a Ariana Grande: a cosa è dovuta tanta indignazione da parte di Volo? Preoccupazione per due ipotetiche figlie femmine che non ha? Non sarà semmai più preoccupato per due figli maschi a cui non sa spiegare come considerare la gerarchia sessuale e una donna ipersessualizzata? Spiegare per esempio che nella nostra società occidentale per essere  femminili e degne di considerazione bisogna sessualizzarsi ma non troppo perché altrimenti è subito stigma? Come glielo spieghi a due figli maschi il rispetto per un puttanun, visto che neppure sai cos’è?

Pensavo poi ad Ariana artista: la canzone sembra essere un inno alla sua caparbietà, lei vuole qualcosa e se lo prende; dì la verità Fabio, è questo che ti turba, lo vede, le piace e Ariana se lo prende. “It” poi in inglese non ha genere, per cui potrebbe essere anche femminile, la vedo, mi piace, me la prendo.

I see it, I like it, I want it, I got it – Lo vedo, mi piace, lo voglio, ce l’ho 

Volo si è dilungato sull’aspetto “introiato” di Grande, su come sia pornografico cantare a quattro zampe (ma non altrettanto semplice evitare di mostrare i propri genitali ad Alessia Marcuzzi, tutto sommato una goliardata se lo fa un uomo, una introiata se lo fa una donna), e non una parola sulla canzone, sulla musica, assolutamente gradevole e orecchiabile (e non è neppure il mio genere). Volo era talmente impegnato a indignarsi e fare il moralizzatore vittoriano di donne (che gli uomini sono come sempre a posto così), che neanche ha fatto caso che nel video NON CI SONO UOMINI: di solito le ragazze con seni e chiappe all’aria si strusciano sensualmente sui rapper, uomini orrendi attorniati da bellissime ragazze oggetto. Bè, qui neanche un uomo. E questa è un’altra roba che rode al robot patriarcale, perché le donne possono avere desideri dove gli uomini non ci sono.

I want it, I got it. Potrebbe essere un motto femminista.

Ariana-Grande-7-Rings