“Dire le cose con grazia”, la specialità delle donne?

Il “Coding girls” è un’iniziativa per colmare il gap di genere nell’ambito delle discipline Stem, che ci vede al 70esimo posto su 149 paesi: la selezione avviene nei primi anni di vita con l’educazione di genere, che allontana le bambine dalla matematica e dalle materie scientifiche (i meccanismi ormai sono arci noti, vedi per esempio il post.
Quello che invece fa rabbrividire sono le parole della ministra per l’innovazione tecnologica Paola Pisano, che evidenzia tra le caratteristiche utili della donna nel mondo del lavoro, quelle di “far andare le persone d’accordo, dire le cose  con grazia”, invece di esaltare il genio creativo e la competenza che le donne possono esprimere in un ambiente di lavoro.

La ministra temo debba depurare il suo sguardo sulle donne da deleteri stereotipi sulla grazia e la gentilezza, altrimenti una lodevole iniziativa finirà per essere lo scouting di garbate damigelle (che per fortuna sono in via di estinzione), invece di valide scienziate,  intelligenti, innovative, creative e capaci di lavorare in team in modo nuovo. Le parole sono importanti, per cui magari potremmo suggerire alla ministra di sceglierle meglio nelle prossime occasioni, e dire per esempio che le donne hanno straordinarie capacità:

1. Nel mantenere l’equilibrio tra lavoro e vita privata

2. Nel multitasking

3. Di ascolto e intelligenza emotiva

4. Nel concentrarsi sul lavoro di squadra

5. Nel comunicare, avendole allevate sin da piccole per essere empatiche  (con l’obiettivo di diventare madri)

6. Nella gestione dei momenti di crisi con efficace problem solving

7. Sono creative e imaginative

Siamo messe davvero male se il pensiero di una donna ministra su se stessa e sulle altre donne è ancorato a pregiudizi e stereotipi sessisti: diciamo che alla ministra forse manca, tra le capacità femminili sopra elencate, quella di comunicare senza far girare le gonadi graziosamente a gran velocità.