Strade intitolate alle donne: non pervenute.

largo sportL’altro giorno camminavo in uno dei corsi più importanti della mia città e ad un certo momento ho visto questa piazzetta, e ho sentito l’urgenza di parlarvi di Toponomastica e della misoginia del Comune di Genova. Se vi recate sul sito di Toponomastica Femminile potete anche voi scoprire il tasso di sessismo del vostro Comune: le donne che gestiscono questo sito compiono un pregevolissimo lavoro di censimento della disparità nella toponomastica e di promozione della visibilizzazione delle donne anche attraverso l’intitolazione di spazi pubblici a donne importanti, considerando che “Dal censimento nazionale condotto dal gruppo, risulta che la media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5% (in prevalenza madonne e sante), mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggira sul 40%.”; alle volte, come nel caso che vi segnalo, sembra un’autentica beffa dare un nome così insensato ad un piccolo slargo su Corso Italia, soprattutto quando abbiamo uno squilibrio immenso di genere nella celebrazione delle persone importanti attraverso la toponomastica:

Comune di Genova
Strade intitolate a uomini 1507
Strade intitolate a donne 136, delle quali: 40 Madonne, 42 Sante, 7 benefattrici religiose, 3 benefattrici laiche, 5 donne di cultura, 3 di spettacolo

Figure femminili di rilievo a livello locale, nazionale e internazionale non mancano di certo, ma di sicuro manca la volontà politica di rendere omaggio alle capacità femminili di distinguersi, al punto di preferire persino i veterani dello sport a qualunque donna.

Sento telepaticamente qualcuno dire che “non sono queste le cose importanti”, e sono pronta a contraddirlo: ogni cosa è importante, soprattutto quando tutto rema contro le donne e le loro competenze, quando la cultura di ieri e di oggi è così determinata a invisibilizzare sempre il contributo delle donne. Vi invito a leggere il post “Fattori di avversione all’intelligenza femminile” dove vi racconto tutti i variegati sistemi in uso nella nostra cultura per svilire il contributo femminile e di come questo consolidato sistema demolisca nel profondo l’autostima delle bambine, delle ragazze e delle donne; e nel contempo come l’invisibilizzazione femminile rafforzi quel senso di superiorità maschile che spesso non trova alcun riscontro nelle capacità o nelle competenze, come dimostra chiaramente la deriva umana delle nostre società, fondate sulla struttura patriarcale. A questo proposito perché non dare un’occhiata ad un articolo dal titolo Perché così tanti incompetenti ricoprono posizioni di vertice? Può venire bene per cominciare ad aumentare la nostra autostima.

Toponomastica di Genova