Mutilazioni Genitali Femminili. Si continua a morire.

Tra tutte le pratiche escogitate dalle culture patriarcali, le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF in italiano e FGM in inglese), rimangono quelle più crudeli, una palese violazione dei diritti umani delle bambine, delle ragazze e delle donne. Il 6 di febbraio è stata la Giornata Mondiale contro le MGF, quest’anno quasi invisibile perché nelle news i media stanno privilegiando il coronavirus e la sua diffusione. Quale importanza può avere per il Mondo che milioni di donne siano private del proprio organo del piacere? FGM-type-930x521

Ho scritto molto a proposito delle MGF sia nel libro “Alle donne piace soffrire?, sia in questo post, visualizzato più di 90.000 volte in tutto il mondo: si intitola “Il corpo imperfetto delle donne”, perché la mutilazione della vulva e della clitoride altro non è che un atto di violenta “correzione” della natura imperfetta femminile, da parte di una cultura che in questo modo mira esclusivamente a spegnere il motore della vitalità delle donne, in modo che siano mansuete e controllabili, così che sappiano di essere inferiori perché imperfette. La millenaria oppressione delle donne da parte delle culture patriarcali si manifesta sempre in questo modo, e anche noi donne Occidentali la sperimentiamo sui nostri corpi fin dalla più precoce età: nessuno ci spiega che possediamo un organo del piacere, nessuno nomina la clitoride se non nella forma di un generico e indistinto blob informe chiamato patatina, vi è una diffusa omertà che ha il suo perno nella creazione di un sentimento di vergogna per il proprio corpo e la sua natura impura. Così le culture di tutto il mondo minano l’autostima delle donne, omettendo informazioni preziose sul loro corpo. Ma di questo parleremo in un prossimo post.

Oggi invece vorrei parlare di un Mondo nel quale si continua a morire di MGF, perché qualche giorno fa in Egitto una bambina di 12 anni è morta dissanguata dopo che le era stata asportata la clitoride, perché per la piccola Nada Hassan Abdel-Maqsoud i genitori avevano deciso che non dovesse avere una sessualità normale: vulva e clitoride sono escrescenze impure, che rendono la femmina una “donnaccia”, e perciò non maritabile (il problema sempre e dovunque è il matrimonio come unica opzione di vita delle donne). L’Egitto ha vietato le MGF ma rimane comunque un Paese nel quale il 90% delle donne è mutilata, perché il Governo non fa nulla per eradicare una cultura maschilista oppressiva, e lo dimostra palesemente la notizia di oggi dell’arresto di un ragazzo egiziano di 27 anni, studente all’Università di Bologna, attivista per i diritti LGBT (ossia per le persone con una sessualità non conforme all’eterosessualità imposta da tutte le culture patriarcali): Patrick George Zaky è un soggetto pericolosissimo per l’Egitto perché a Bologna segue il Master GEMMA in Studi di Genere e delle Donne, e vi potete immaginare che tipo di sovversione può introdurre nel suo Paese se importa dall’Italia in Egitto un po’ di vedute mentali ampie (notare che anche in Italia una vasta falange di irriducibili bigotti cattolici ostacola con tutti i mezzi, anche e soprattutto politici, l’applicazioni nelle scuole degli studi di genere, aggrappandosi all’inesistente “teoria gender”: fuffa per evitare che maschi e femmine crescano considerandosi uguali, con pari diritti e con pari capacità).

Provate a pensare alle MGF sul vostro corpo, e capite subito quanto amate la vostra vulva e la vostra clitoride, e quanta energia positiva dovete alla sua esistenza. In un Mondo dove esistono le MGF nessuna donna può stare tranquilla. Infine non dimentichiamoci che le MGF sono anche qui tra noi: sono moltissime le ragazze a rischio in Europa, sia tra quelle che provengono da Paesi dove si praticano le MGF, sia con la moda della labioplastica (un tipo di MGF spacciato per chirurgia estetica), sostanzialmente conseguenza di una cultura pornografica che infantilizza le donne, e che pone i loro corpi come oggetti da utilizzare per il piacere maschile: le donne si trovano a provare un sentimento di odio e disgusto per la propria vulva adulta, per la sua forma e le sue naturali asimmetrie, e si convincono di essere imperfette e di dover correggere la forma per non sentirsi a disagio e difformi. Lo stesso identico meccanismo di vergogna che sostiene le MGF nel Mondo.

Dietro qualunque modifica del nostro corpo imperfetto, più o meno invasisva e dolorosa, risiede sempre il desiderio di aumentarne il valore di mercato: da qualunque lato si guardi la questione, siamo cose non persone.