Bisogna sapersi imporre, non chiedere

L’esclusione continua è offensiva: grazie a un immaginario culturale dove l’unica femminilità che conta è quella della bellezza adolescenziale, le donne non sono mai considerate un bacino di conoscenza e competenza, ma delle perenni minorenni che non sono in grado di prendere “le decisioni giuste” per il bene della comunità. Ogni azione di questo come di altri Governi italiani, sottintende che non esistono donne competenti, e che il loro posto si riduce alla casa e alla cura.

Il team di super esperti per la fase 2 del lockdown vede la presenza 20 uomini su 20: le donne esperte ci sono, ma qui si è voluto dare un preciso segnale di squalifica e sfiducia nell’esperienza delle donne.

La recente vicenda di bodyshaming della giornalista Giovanna Botteri si inquadra nella stessa melma putrefatta italiana: le donne sono giudicate per aspetti irrilevanti per gli uomini.

E noi? Quanto tempo ancora possiamo sopportare la politica patriarcale che umilia i saperi e le competenze delle donne? Quanto tempo ancora prima di essere pronte ad unirci non per farci sentire, ma per agire democraticamente fondando un partito che abbia al centro le donne?

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