Narrazioni tossiche maschili

Per il 25 novembre il Comune di Firenze ha avvolto un drappo rosso alla mano del David di Michelangelo in Piazza della Signoria: nelle intenzioni del Comune vi era dedicare il gesto “a tutte le vittime di femminicidio, alle donne che vivono soprusi quotidiani. La violenza va denunciata: abbiate coraggio, non siete sole! È una battaglia che si può vincere, come Davide contro Golia”. Non stride qualcosa? Da un lato abbiamo la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza degli uomini contro le donne, dall’altra abbiamo il soggetto di una narrazione biblica centrato su un’impresa “eroica” maschile estremamente violenta: Davide, maschio coraggioso e futuro re giudeo, prende una fionda e conficca una pietra nel cranio di Golia. Ma non basta, poi lo decapita pure. Allora, caro Sindaco maschio Nardella, il suggerimento è risolvere la violenza degli uomini contro le donne adottando la stessa violenza che le opprime da migliaia di anni? Denunciare sarebbe la metafora della pietra nella fionda? Ho una brutta notizia per lei: non basta a eradicare la violenza dalla cultura.

Un’amica femminista mi fa notare che nella vicina Loggia dei Lanzi in piazza della Signoria ci sono molte sculture che narrano la violenza degli uomini sulle donne, c’è solo l’imbarazzo della scelta: il Sindaco di Firenze avrebbe potuto mettere un drappo rosso sulla mano di Perseo che regge la testa decapitata di Medusa, oppure sul ratto di Polissena, dove Pirro non solo ha ucciso il fratello ma sta per uccidere anche la madre di Polissena, la quale è pure destinata ad essere uccisa. Un bel drappo rosso sarebbe stato però perfetto secondo me sul Ratto delle Sabine del Giambologna, che è la rappresentazione scultorea della cultura dello stupro; copio e incollo da Wikipedia, per rinfrescare la memoria sulla leggenda di uno stupro collettivo vergognoso: “Il ratto delle Sabine è una fra le vicende più antiche della storia di Roma, avvolta dalla leggenda. Secondo la tradizione, Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolge alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei vicini risponde con l’inganno: organizza un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapire le loro donne.”. Sindaco di Firenze, non torva che fosse più pertinente del David di Michelangelo? Comunque alla fine tutta la Loggia dei Lanzi è un’ode alla violenza maschile: un bel drappo su tutta la Loggia!

Francamente mi sono stufata delle narrazioni maschili tossiche, che pretendono di descrivere i problemi quando neanche li hanno capiti oppure – molto probabilmente – fanno finta di non capirli: la violenza degli uomini contro le donne è strutturale.

Magari il prossimo anno scegliamo una scultura di una scultrice contemporanea per parlare di violenza maschile contro le donne? La sola voce degli uomini che narrano è una violenza aggiuntiva, un imperituro monito, il solito: Zitta tu che sei una donna.