Le donne in età fertile sono soggetti a rischio?

Ha fatto scalpore e giustamente indignato tutti apprendere che un modulo per le vaccinazioni distribuito dalla ASL 5 ligure elencava tra i comportamenti a rischio l’omosessualità, insieme alla tossicodipendenza e l’essere “soggetto dedito alla prostituzione”. Dicono ci fossero specifici motivi, riferiti alle epatiti, fatto sta che rimane un atto discriminatorio.

Nessuno però ha notato che tutte le donne in età fertile sono nell’elenco al punto 14? Per quale motivo essere donna e in età fertile è condizione da evidenziare in questa tabella ministeriale per le vaccinazioni? Se è per la vaccinazione contro il papillomavirus, forse potrebbe essere posta diversamente la questione all’interno della tabella ministeriale.

Ma soprattutto perché non sono compresi nell’elenco anche gli uomini attivi sessualmente, quelli che usano comprare le donne prostituite? Quegli uomini, bravi padri di famiglia che tornano a casa e poi diffondono i virus a tutto il parentado? Se pensate che siano compresi al punto 14 con gli omosessuali, la risposta è “nì”, l’uomo prostitutore mai barrerebbe quella casella dedicata a chi si prostituisce.

Il problema di questa tabella è che essere uomo prostitutore non è evidenziato come comportamento a rischio (mentre essere donna in età fertile sì). La pandemia da covid sarebbe la perfetta occasione per introdurre il Modello Nordico, ossia perseguire l’acquirente e aiutare le donne ad uscire dalla prostituzione, ma a nessuno interessa togliere agli uomini la possibilità di usare il corpo di una donna, perché è la più antica forma di oppressione delle donne e base di tutte le discriminazioni in base al sesso. Con questo nuovo Governo poi è più facile che aprano le “case chiuse” con la scusa di controllare l’igiene e la diffusione del virus.