Il pensiero Femminista nei libri

Ho un’amica che ammiro molto per la sua intelligenza e il suo attivismo femminista, un inesauribile vulcano di idee e iniziative, la Professoressa Antonella Bertè, la quale accortasi che nella Biblioteca Passerini Landi della sua Piacenza non vi era una Sezione dedicata al pensiero Femminista, ha pensato di comprare e donare alla biblioteca quasi 50 libri. La biblioteca ha quindi creato una Sezione dedicata, che la professoressa avrebbe voluto fosse schiettamente definita “Femminista”, ma questo aggettivo incute ancora timore al punto che il suo desiderio non è stato esaudito, e la Sezione è stata chiamata “Donne fra gli scaffali”: una piccola débâcle, invitabile nel contesto culturale che ben sappiamo non essere favorevole alle donne, per usare un benevolo eufemismo. Ma la sua vittoria è quella di aver reso disponibili a chi lo vorrà la consultazione di questi libri, testi di varia estrazione, tutti accomunati dal focus sulle donne e la storica oppressione in base al sesso. Ho partecipato con entusiasmo alla sua iniziativa donando una copia del mio libro “Alle donne piace soffrire?”, e spero che altre scrittrici facciano altrettanto.

Se siete di Piacenza questa è una parte del tesoro a vostra disposizione.

Antonella Bertè a sinistra, con Venera Tomarchio (attivista di Toponomastica Femminile) e Sabrina De Canio (docente e direttrice del Museo della poesia di Piacenza) che con Toponomastica Femminile hanno partecipato all’inaugurazione della Sezione creando un manifesto per promuovere il riconoscimento sociale delle donne anche attraverso l’intitolazione di strade e piazze.
Uno degli scaffali della Sezione dedicata al pensiero Femminista nella Bibblioteca Passereni Landi di Piacenza