Von der Leyen e il gioco della sedia

Nel 2015 Erdogan incontrò Juncker e Tusk, due uomini, e si accomodarono su tre poltroncine, con Erdogan seduto al centro. Nell’incontro del 2021 invece un uomo e una donna rappresentano l’Europa, e lo staff del protocollo di accoglienza pensa bene di sistemare solo due sedie: avranno forse pensato che la signora voleva stare comoda e non disturbare gli uomini quando parlano di cose serie. Insomma che, scoppiato il “sofagate”, lo staff del protocollo turco dichiara che quello del protocollo europeo era d’accordo, perciò perché far tanto chiasso? Non vorrete mica insinuare che in Turchia si discriminano le donne?

Avete visto la gestualità delle braccia di von der Leyen quando si è accorta che per lei non c’era da sedere? Delusione e rabbia, qualcosa che conosciamo tutte: l’esclusione in ragione del proprio sesso. Non se lo aspettava, pensava forse di aver abbattuto già tutti gli ostacoli e i pregiudizi, e invece ecco lì a sorpresa due pugnalate nelle schiena: la prima inferta dal protocollo europeo a braccetto con quello turco, e la seconda da Charles Michel, che si accomoda accanto a Erdogan, quando invece avrebbe dovuto cedere il posto a von der Leyen: questo non tanto per un gesto di “maschilismo benevolo” – che qualcuno ha ancora il coraggio di chiamare “galanteria”- ma quanto per esprimere disapprovazione nei confronti di Erdogan. L’imbarazzo e l’umiliazione internazionale di von der Leyen dimostrano che il divario tra i sessi è ben lungi dall’essere colmato – anche ai livelli sociali più elevati – non solo ovviamente in un Paese che esce dalla Convenzione di Istanbul con motivazioni agghiaccianti, ma anche nella emancipata Europa.

Detto questo, c’è anche da chiedersi cosa ci facciano lì von der Leyen e Michel, e forse la questione della sedia è solo la spia di una prova di forza che non ha intenzione di mettere sul tavolo degli accordi i diritti umani: poche ore dopo il “sofagate” Draghi definisce Erdogan un dittatore; l’Europa cerca di ricucire i rapporti con il dittatore noto per aver smantellato le protezioni dei diritti umani a livelli senza precedenti negli ultimi 18 anni, come denunciato dalla ONG Human Rights Watch. Quello che è in ballo sono i negoziati sull’unione doganale e soprattutto il rinnovo dell’Accordo del marzo 2016 sui migranti, profughi Siriani in primis: caro dittatore, devi tenerci lontani i profughi siriani, ma se esci dalla Convenzione di Istanbul e calpesti i diritti umani, noi che figura di merda ci facciamo a fare affari con te?

Sedute confortevoli per l’Unione Europea, in pelle umana