Le palle sono sopravvalutate, anche nel tennis

Ve la ricordate la grande tennista statunitense Billie Jean King? Vinse 78 titoli WTA e fu fondatrice della Women’s Tennis Association (WTA); attivista nella lotta contro il sessismo nello sport e nella società, viene ricordata per due memorabili conquiste del suo straordinario impegno e talento: l’evento sportivo denominato La battaglia dei sessi del 1973, nella quale sconfisse Bobby Riggs (numero 1 al mondo di tennis negli anni 1941, 1946 e 1947), e soprattutto grazie all’attivismo femminista di King gli US Open diventarono il primo grande torneo a offrire uguali vincite in denaro sia ai giocatori che alle giocatrici dal 1973.

All’epoca de “La battaglia dei sessi” (raccontato in un bel film del 2017 con Emma Stone) King disse Ho pensato che saremmo tornati indietro di 50 anni se non avessi vinto quella partita. Avrebbe rovinato il circuito femminile e fatto perdere l’autostima a tutte le donne”. Bene, dopo quasi 50 anni da quel memorabile evento ci abbiamo pensato noi a tornare indietro di mezzo secolo e azzerare l’autostima delle donne: il circolo Tennis Club Ambrosiano in quel di Voltri (Genova) organizza a fine maggio un torneo open di tennis (singolare maschile e singolare femminile), dove i premi in denaro per le vincitrici sono inferiori a quelli per i vincitori: si va da un minimo di -30% ad un massimo di -45% per il primo premio. Il torneo è sponsorizzato da due supermercati – Basko ed Ekom – dove le donne sono solite lasciare un bel gruzzoletto quando fanno la spesa.

Un’amica voleva iscrivere la figlia di 11 anni a tennis: così è venuta a conoscenza di questo torneo, e naturalmente è scappata a gambe levate. Cosa avrebbe pensato la figlia di se stessa e delle donne tutte, vedendo che le femmine non sono trattate come i maschi? Di essere inferiore e meritare meno. Boicottate ogni volta che potete tutte le iniziative che umiliano le donne e nascondono il loro talento.