In Italia le donne sono tutte uomini.

Ogni volta che contesto qualcuno che sta usando il sostantivo “uomo” in senso universale, questi mi spiega – come se non lo sapessi già da me – che assume un significato collettivo: è proprio questo che io contesto, anzi rifiuto il significato collettivo. “Uomo” inteso in senso omnicomprensivo è un atto politico di invisibilizzazione delle donne.

Pure rifiutare è un atto politico: nel XXI secolo non è più tempo di costole, margini, silenzio e invisibilità.