Se valesse l’esasperazione vi avremmo già uccisi tutti

Non vi indignate per la miserabile insinuazione di Palombelli, è un’ancella quindi a suo modo una vittima anche lei: se ritiene plausibile l’esasperazione dell’uomo come movente per un femminicidio, forse pensa di se stessa di poter essere così punita, con la morte. Ci risiamo con il mantra patriarcale: te la sei cercata, esasperando incautamente un uomo. Abbiate pietà, è posseduta: il patriarcato le ha messo le parole in bocca.

Ma c’è qualcun altro esasperato. Le donne di tutto il mondo sono esasperate dagli uomini da migliaia di anni di oppressione, violenza, sfruttamento, e negazione di diritti fondamentali; le donne sono esasperate dallo sfruttamento sessuale, dalla pornografia e dalla prostituzione; sono esasperate dalla ipersessualizzazione della loro immagine nei media, dagli stupri e dalla ri-vittimizzazione nei tribunali e sui giornali; sono esasperate dalle molestie, dal cat-calling, dallo stalking, dalla doppia morale sessuale; le donne sono esasperate dalle carriere stroncate, dal vedere uomini incompetenti fare carriera, dalla sotto-occupazione, dalla mancanza di lavoro e dalla conciliazione lavoro e famiglia; le donne sono esasperate dalla mancanza di una equa rappresentanza politica, dall’esclusione culturale, esasperate dai diritti acquisiti cancellati dall’obiezione di coscienza; le donne sono esasperate dai compagni che estorcono loro ogni giorno ore di lavoro domestico e di cura gratuito, dal sostenere da sole il carico emotivo e organizzativo della famiglia; le donne sono esasperate dalla cultura maschilista che le cancella come non fossero mai esistite, esasperate da tutti i beffardi “effetti Matilda” che sottraggono loro i riconoscimenti per i frutti del loro ingegno; le donne sono esasperate dallo svegliarsi prima dei loro compagni e dall’andare a dormire dopo di loro; le donne sono esasperate dal dover sopravvivere con pensioni misere, perché sono state a casa a lavorare gratuitamente mentre il marito si costruiva la sua pensione dignitosa; le donne sono esasperate dalle diete a vita, dal gender pay gap, dal beauty care per sentirsi a posto, dal period shaming, dal body shaming, dall’age-shaming, dallo slut-shaming e dal sexage; le donne sono esasperate dalla depredazione dei loro uteri, presi in affitto o in comodato d’uso, oppure espiantati per lavorare come schiave senza la seccatura delle mestruazioni; le donne sono esasperate dalle insinuazioni che non siano predisposte per certi studi e che non arrivino ai ruoli apicali perché non sono abbastanza brave; le donne sono esasperate dagli uomini che sottraggono loro i figli brandendo l’arma della PAS, sono esasperate dai femminicidi quotidiani e dal non sapere come fermare il massacro giacché ogni uomo pensa che sia un problema di violenza individuale di una minoranza e non un prodotto del patriarcato che riguarda tutti gli uomini; le donne sono esasperate dagli uomini che ci spiegano cos’è la violenza sulle donne senza mai affrontare la violenza maschile; le donne sono esasperate dalla gelosia, dalle tempeste emotive, dai raptus dei giganti buoni, dagli uomini che pensano “meglio morta che libera”, dai giornali che non la raccontano mai giusta; le donne sono esasperate dalla violenza economica, dai matrimoni precoci con vecchi bavosi, dai matrimoni combinati dalle famiglie, dagli stereotipi sessisti, dalle mutilazioni genitali, dai corsetti psicologici, dal gaslighting, dalla violenza religiosa sul corpo delle donne, dagli aborti selettivi accompagnati da “auguri e figli maschi”, dal divieto di studiare, dalla privazione di cibo, dall’analfabetismo di genere; le donne sono esasperate da quelli che dicono che le donne odiano le donne fingendo di non sapere che Divide et Impera è l’arma più astuta del patriarcato; le donne sono esasperate dai pregiudizi sulla loro intelligenza e competenza, dal mansplaining e da milioni di gesti quotidiani di oppressione e sessismo che avvengono ogni secondo IN TUTTO IL MONDO. Non da oggi, ma da migliaia di anni.
Se valesse l’esasperazione per giustificare un omicidio, vi avremmo già uccisi tutti.