Recensioni del libro

Invitiamo coloro che hanno letto “Alle donne piace soffrire?” a lasciare una recensione su Amazon, l’autrice ve ne sarà infinitamente grata: bastano poche righe per raccontare la propria esperienza di lettura. Grazie infinite.

  • Marea 2/2018 – trimestrale femminista. Recensione di Stefano Marullo, di cui si riporta l’apertura: Un libro che si presenta con un incipit di Emmeline Pankhurst, non può che essere maledettamente serio. Eppure “Alle donne piace soffrire?” accarezza una narrazione leggera, ironica e graffiante, almeno in tutta la prima parte. In una conversazione privata l’autrice ebbe a dirmi: “La leggerezza penso sia indispensabile per potere affrontare con il giusto atteggiamento le cose pesanti”. […]
  • Cultura al Femminile, recensione di Emma Fenu.
  • ElisabettaAmbrosi.com, video recensione di Elisabetta Ambrosi “Perché alle donne piace soffrire?”
  • Sentieri Sterrati, recensione.
  • Alcune Recensioni dei lettori su Amazon:
Stereotipi femminili trattati con ironia

Da Laura il 2 aprile 2019 “Libro piacevole e divertente con buoni spunti di riflessione sugli stereotipi che ancora pesano sulla condizione femminile. Consigliato”

Un tragicomico spaccato della donna “civilizzata” dei giorni d’oggi

Da Paolo il 28 dicembre 2018 “La lettura è molto fluida e piacevole. Le pagine scorrono veloci anche grazie a battute o metafore scherzose che stemperano un argomento a volte molto delicato, nel finale soprattuttto. L’ironia si alterna con l’evidenza di una realtà che ci sfugge in quanto siamo ormai abituati a vedere la donna dedicare, spesso volontariamente per fortuna, se di fortuna si può parlare :-), tempo, denaro ed energia a sacrifici a dir poco folli per “apparire”.
Leggendo capita spesso di sogghignare, e nel corso del libro il sorriso prosegue ma con una sapore sempre diverso, un po più amaro, infatti pian piano la consapevolezza aumenta a causa di una capillare descrizione degna di un doucumentario, che raffredda lentamente la vena ironica e rende in libro un po troppo analitico, ma per questo rappresenta un reale spaccato dei tempi e non solo moderni. Perchè un pochino, forse, alla donna piace (o comunque si è abituata) soffrire.”

Da leggere: interessante, profondo e divertente

Da Lore il 5 dicembre 2018 “Lo consiglio a tutte\i: scritto bene, molto interessante, pieno di spunti di riflessione ed ironico. Il libro parla di noi donne e di come siamo state e siamo ancora in molti modi assoggettate dalla società patriarcale ad un ideale di perfezione estetica, schiavitù di cui il più delle volte nemmeno ci rendiamo conto tanto fa parte di noi sin da bambine. Sono sempre più convinta che il cambiamento debba partire da noi, che dobbiamo svegliarci e prendere consapevolezza di noi e della nostra vera natura, al di là del concetto di “femminilità” artefatta che ci è stato imposto. Il giorno che riusciremo a non vederci più in base allo sguardo maschile saremo finalmente libere. Noi donne andiamo bene come siamo, il nostro corpo è perfetto com’è. Dobbiamo prenderne consapevolezza ed unirci, aspirare finalmente ad una società più equa e collaborativa. Il libro parla di tutto questo e molto altro, compreso un capitolo doloroso ma necessario ed esaustivo riguardante le mutilazioni femminili nel mondo.”

Fight the power!!
il 21 giugno 2018 “Alle donne piace soffrire? “La domanda dell’autrice è volutamente provocatoria nell’analizzare con rigore i paradigmi sociali che sono stati imposti alle donne dal potere secolare prima e dalla cultura sociale, dalla famiglia e addirittura dalla moda poi allo scopo di controllare e sfruttare questa creatura potenzialmente pericolosa. Quasi nessuna donna però , ormai vittima di questi modelli, risparmia e vuole risparmiarsi alla tentazione quando incontra sulla sua strada la crema anti age 4.0, le scarpe piu afrodisiache del mondo o le unghie piu ipnotiche del reame.
Con massiccia ironia e sempre senza rinunciare a una onesta polemica intellettuale l’autrice sottolinea che tutte le “protesi” del mercato servono solo a sottrarre energia, denaro e tempo non restituendo all’ acquirente quanto promesso. Il finale sorprendendo il lettore contiene una interessante proposta “universale”.
il 1 maggio 2018
Formato: Copertina flessibile Quella sera sono passata di li per caso ed ho sentito solo l’applauso finale della presentazione di un libro. Non conoscevo Betty Argenziano, nè il suo libro “Alle donne piace soffrire?”, ma ho incontrato un’amica che mi ha parlato del libro e della presentazione con toni entusiastici, cosi che l’ho comprato e ho scambiato due parole con Betty. Mi è piaciuto moltissimo, è un libro allo stesso tempo serio e divertente; dice cose che io ho dentro da sempre e che vivo con serenità, cose che invece mi hanno fatto riflettere parecchio e che sono “faticose” da sposare, cose che mi hanno fatta indignare e inorridire. Il tutto con tono leggero, divertente ma allo stesso tempo estremamente serio. Ringrazio Betty (eh si, dentro di me partecipo già alla rivoluzione!), spero di riuscire a trasmettere qualcosa almeno ai mei figli.”
il 21 marzo 2018
copertina libro
E’ un libro tutto percorso da una piacevolissima vena umoristica. E’ un libro simpaticamente femminista che ha il pregio di volere liberare le donne per poi procedere a liberare l’altra metà (Punkhurst). E’ un percorso dentro noi stesse, ci prende a braccetto e ci aiuta a riconoscere che siamo a un passo dal comprendere che per tentare di essere noi stesse è bene liberarsi di qualche orpello. Non si deve rinunciare alla femminilità ma si parte rinunciando a continuare a credere che il nostro corpo abbia un valore di mercato solo se piace agli uomini. La distanza culturale tra le nostre pratiche depilatorie, chirurgie estetiche , trucchi etc e le pratiche aberranti quali le mutilazioni genitali non è poi così lontana. Questo il punto centrale: pur appartenendo alle società evolute noi donne occidentali continuiamo a perseguire l’obiettivo di compiacere gli uomini e il mercato e siamo disposte a mortificare la nostra sessualità in favore del piacere di quella degli uomini. E’ ora di svegliarsi e di cominciare la rivoluzione. Vorrei tanto che le giovani lo leggessero.
Il libro, riveduto e ampliato nell’aprile 2019, è disponibile in versione cartacea e e-book. Quest’ultimo é leggibile su qualunque dispositivo digitale (tablet, pc, cellulare, kindle).